Cos’è il valore legale della laurea e perché Salvini vuole abolirlo

La Lega è sempre stata favorevole all’abolizione, “contro gli atenei meridionali” equiparati a quelli del nord.

E anche il Movimento 5 stelle l’ha sempre sostenuta. Ecco le ragioni del “sì” e del “no” e cerchiamo di fare un po di chiarezza su perche il premier Matteo vuole abolire il valore legale della laurea.

Abolizione del valore legale del titolo di studio ,una battaglia storica della Lega

L’abolizione del valore legale del titolo di studio ,la laurea è appunto un titolo di studio,è una battaglia storica della Lega.

“Dobbiamo mettere mano alla riforma della scuola e dell’università, affrontando la questione del valore legale del titolo di studio”


Matteo Salvini il 12 novembre 2018

 ha ribadito così il ministro dell’Interno Matteo Salvini il 12 novembre 2018, alla scuola politica del suo partito la lega.

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Il valore legale del titolo di studio e della laurea è la certificazione per legge che ogni laurea, conseguita in ciascuna delle università in tutta Italia, abbia lo stesso valore e lo stesso peso nei concorsi pubblici.

LEGGI: SALVINI – ABOLIAMO IL VALORE LEGALE DELLA LAUREA

Perche l’abolizione

Secondo alcuni suoi sostenitori, l’abolizione del valore legale servirebbe a migliorare la concorrenza tra Università, incentivando cosi il merito e contrastando sprechi  e chi la laurea la compra. O meglio non ha meriti spesso infatti si trovano istituti dove conseguire la laurea e fin troppo facile pagando ovviamente.

Cosa pensa chi si oppone

Chi si oppone teme che aumenterebbe il divario tra atenei, sia qualitative sia economiche.Non tutti avrebbero le possibilità economiche o comunque la possibilità di frequentare un ateneo più tosto che un’altro.Pensate per esempio a un università a Milano per un ragazzo o ragazza che vive in sicilia. 

Cos’è il valore legale del titolo di studio

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Il valore legale dei titoli universitari è la parita tra tutte le lauree conseguite sul territori italiano ed è stabilito dal Testo unico delle leggi sull’ istruzione superiore (R.d. 1592/1933 art.167), tale principio viene ribadito anche nella riforma universitaria del 1999.

Il titolo di studio è il certificato rilasciato dall’autorità scolastica o accademica con cui si attesta il conseguimento del titolo, diploma  o laurea.

Con la dicitura ,  “valore legale”, si intende il valore di essere ufficialmente riconosciuto da tutte le amministrazioni pubbliche e quindi ha un vero e proprio valore.

Questo vuol dire anche che il certificato che attesta le nostre competenze, apprese nel percorso di studi, è riconosciuto valido per legge indipendentemente da dove sia stato conseguito.

Una laurea presa a Torino ha lo stesso valore di una presa a Roma, e così per tutti gli atenei italiani.

Favorevoli all’abolizione

Chi è favorevole sostiene che l’abolizione avrebbe il vantaggio di promuovere la competizione virtuosa tra università e non solo anche tra gli stessi iscritti.

Se il certificato di laurea non avesse più valore legale in sé, a dargli valore sarebbero altri fattori come ad esempio l’ateneo dove si è conseguito in base ad una lista di merito. L’ateneo sarebbe quindi incentivato ad assumere i docenti migliori, investire in ricerca per poter salire nelle classifiche accademiche, offrire i corsi e i servizi migliori.

Allo stesso modo, anche nei concorsi pubblici la laurea perderebbe il suo valore “universale”, ma verrebbe in qualche modo ponderato sulla base della qualità dell’ateneo in cui si è conseguita.

Naturalmente noi non ci schieriamo ne da una parte ne dall’altra e non vogliamo pubblicizzare ne propendere per l’abolizione o no.Di sicuro questo è un argomento ben più complesso.

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